NARRALEX®Principi

Narrazione e speaking pianist

Sei processi narrativi, tra potenzialità e limiti

La narrazione seleziona e ordina eventi, assegna intenzioni e costruisce nessi causali. Può rendere una questione più comprensibile, memorabile e coinvolgente, ma la stessa selezione può occultare informazioni, suggerire causalità non dimostrate o concentrare l’attenzione su un solo punto di vista. NARRALEX esamina sei processi discussi dalla ricerca sulla narrazione e ne considera potenzialità e limiti. Lo speaking pianist, in cui chi suona dà voce al testo, è il contesto performativo attraverso cui porre queste domande.

I sei principi

Collegare eventi, intenzioni e conseguenze in un modello interpretabile.

PotenzialitàComprendere relazioni fra informazioni disperse.

RischioScambiare la coerenza del racconto per una spiegazione verificata.

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Concentrare attenzione, immagini mentali ed emozioni sulla storia.

PotenzialitàSostenere il coinvolgimento narrativo.

RischioRidurre, in alcune condizioni, l’elaborazione critica.

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Il grado di attivazione che accompagna l’esperienza narrativa.

PotenzialitàRendere un contenuto emotivamente saliente.

RischioConfondere intensità emotiva e rilevanza del contenuto.

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Comprendere o condividere aspetti dell’esperienza di un’altra persona.

PotenzialitàAvvicinare esperienze e punti di vista differenti.

RischioConcentrare la partecipazione su alcuni soggetti, escludendone altri.

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Usare i racconti per elaborare memoria, appartenenza e relazioni sociali.

PotenzialitàFavorire riferimenti e memorie comuni.

RischioRafforzare esclusioni e confini fra gruppi.

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Rendere un fenomeno accessibile mediante una persona o una vicenda concreta.

PotenzialitàDare concretezza a questioni astratte.

RischioGeneralizzare da un caso che non è rappresentativo.

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Cos’è lo speaking pianist?

Con speaking pianist si indica qui il pianista che impiega la propria voce parlata come parte della composizione e dell’esecuzione. Parola e pianoforte possono sovrapporsi, alternarsi o interrompersi; la voce può comprendere anche emissioni non lessicali. Nel melologo narratore e pianista possono essere interpreti diversi: lo speaking pianist concentra spesso le due funzioni nello stesso corpo. Questa distinzione non attribuisce al genere un’origine unica né un effetto necessario sul pubblico. Una vocalizzazione, inoltre, non è sempre un racconto. L’attenzione si rivolge alle opere in cui il materiale verbale permette di interrogare eventi, prospettive, memorie o forme di rappresentazione. Accompaniments di Christian Wolff e De Profundis di Frederic Rzewski mostrano due configurazioni differenti del rapporto fra parola, gesto e strumento.

Perché studiare la narratività nello speaking pianist?

Testo, musica, voce, corpo e presenza dal vivo possono convergere nello stesso interprete. Si può così osservare come il performer attribuisca un punto di vista, assuma o respinga un personaggio e costruisca una relazione con il pubblico. Sono possibilità da studiare nelle singole opere e nelle singole esecuzioni.