In breve

La narrazione organizza eventi e azioni in una struttura temporale e causale. Comprendere una storia significa costruire un modello di ciò che accade e delle ragioni attribuite ai personaggi. Questo modello può orientare la comprensione senza coincidere necessariamente con una spiegazione accurata della realtà.

Come funziona

Chi ascolta un racconto deve collegare informazioni successive: riconoscere gli agenti, seguire i cambiamenti della situazione e ricostruire intenzioni e conseguenze. Il modello di Busselle e Bilandzic (2008) distingue la coerenza interna del mondo narrativo dalla sua corrispondenza con la realtà esterna. Una vicenda può essere comprensibile anche se immaginaria; viceversa, un resoconto di fatti reali può lasciare passaggi oscuri o contraddittori.

Bietti, Tilston e Bangerter (2019) propongono di considerare lo storytelling anche come una pratica collettiva: raccontando, le persone cercano un’interpretazione di situazioni inattese. Nel progetto NARRALEX questa prospettiva permette di chiedere quali relazioni un racconto renda visibili e quali lasci fuori. La comprensibilità non va però trattata come una misura sostitutiva della verità.

Il rischio nasce dalla stessa operazione di selezione. Disporre gli eventi in una sequenza può suggerire un nesso causale senza dimostrarlo; attribuire una motivazione a un personaggio può rendere un comportamento leggibile, ma nascondere cause concorrenti. “Chiusura causale” indica qui questo rischio interpretativo, non una diagnosi o una variabile sperimentale univoca. Per valutare un racconto occorre quindi distinguere ciò che il testo documenta da ciò che invita a inferire.

Potenzialità

  • La sequenza narrativa offre un percorso per orientarsi fra eventi, agenti e conseguenze, soprattutto quando il materiale di partenza è frammentario.
  • Il confronto fra racconti diversi può rendere discutibili e condivisibili le interpretazioni di un’esperienza.

Rischi e limiti

  • La selezione degli eventi può far apparire necessaria una successione che non lo è: la plausibilità narrativa non verifica un rapporto causale.
  • Un racconto coerente può escludere l’incertezza, le spiegazioni alternative e le esperienze che non si accordano con la sua prospettiva.

Ipotesi di applicazione

Nello speaking pianist

Nello speaking pianist, la comprensione può essere analizzata seguendo il rapporto fra articolazione del testo e organizzazione musicale. Una pausa, una ripresa o un cambiamento di registro possono proporre una scansione della vicenda: spetta all’analisi della singola composizione stabilire se la sostengano, la interrompano o la rendano ambigua.

Il fatto che voce e suono strumentale provengano dallo stesso interprete rende particolarmente osservabili queste decisioni di coordinamento. Non dimostra però che l’ascoltatore comprenda meglio. Un’ipotesi da verificare è che differenti scelte esecutive modifichino i nessi percepiti fra gli episodi. Si potrebbero confrontare ricostruzioni della trama e attribuzioni causali dopo esecuzioni diverse, distinguendo il ricordo delle parole dalla comprensione delle relazioni.

Studi essenziali

Rassegna teorica · 2019

Lucas M. Bietti, Ottilie Tilston e Adrian Bangerter (2019)

Storytelling as Adaptive Collective Sensemaking

Topics in Cognitive Science, 11(4), 710–732

Propone lo storytelling come pratica di interpretazione collettiva di situazioni nuove o incerte. È una proposta teorica basata su una rassegna, non una prova sperimentale di una funzione unica della narrazione.